Dieci nodi da saper fare in barca
I 10 nodi da saper fare in barca è una guida che raccoglie gli articoli che abbiamo sviluppato nel corso degli anni e che illustrano come eseguire al meglio i molti ed utilissimi nodi che si usano in barca. Una biblioteca importante che, corredata da foto e video, aiuta a rendere semplice la vita a bordo, durante le nostre navigazioni.
Di seguito trovate quindi la nostra personale classifica dei dieci nodi che noi pensiamo essere i più importanti e, cliccando al link relativo al nodo di vostro interesse, verrete portati alla spiegazione dettagliata della loro esecuzione.
Buona lettura quindi, e buone prove.
1 – Il Nodo Gassa d’Amante, il nodo più diffuso in barca

Questo nodo ha una tenuta eccezionale quando è sotto sforzo. Quindi è ottimo per un ormeggio oppure per fissare drizze e scotte. Ma non è un nodo tuttofare, soprattutto perché se non è in tensione può tendere a sciogliersi.
Il suo limite è che eseguirlo su una cima in tensione è, a nostro avviso, quasi impossibile.
2 – Il Nodo Parlato (nodo dei parabordi)

Molto semplice, ma evidentemente non sempre eseguito perfettamente vista la gran quantità di parabordi che si avvistano alla deriva.
3 – Il Nodo di Bitta, uno dei nodi più utilizzati per ormeggiare

A ben guardare, forse non si può nemmeno parlare esattamente di un nodo, visto che comunque lo si faccia, si tratta sempre di dare volta a una cima e non di assuccarla in un nodo.
4 – Il Nodo Bandiera

Quindi, per fissare la bandiera al sagolino che serve per issarla, va benissimo.
Non ci fideremmo molto invece di unire con questo nodo due cime per un ormeggio perché il continuo succedersi di trazioni e rilasci cui sarebbe sottoposto il nodo, prima o poi rischierebbe di farlo sciogliere.
Link all’esecuzione del NODO BANDIERA
5 – Il Nodo di Bozza

Il repertorio dei tentativi che si vedono mettere in pratica è fra i più vari, ma spesso con scarsi benefici. Ricorrere invece a un nodo di bozza è forse la soluzione più efficace.
Link all’esecuzione del NODO DI BOZZA
6 – Il Paranco: nodi in barca per diminuire gli sforzi

L’esecuzione è quanto di più semplice esista ma non di rado si commette un errore nel cuore del paranco, ossia l’occhiello dentro cui far passare il corrente, cioè la parte libera della cima.
Link all’esecuzione del PARANCO
7 – Il Nodo d’Ancorotto

Il nodo d’ancorotto una volta che si chiude è assucca decisamente è un nodo a perdere, come si usa dire, ossia se per qualche ragione si deve cambiare la cima si deve fare ricorso al coltello e tagliare. Ed è forse proprio per questo che si tratta di un nodo molto sicuro, appartenente alla cosiddetta famiglia dei “nodi di avvolgimento”.
Link all’esecuzione del NODO D’ANCOROTTO
8 – Il Nodo del Vaccaio, i nodi di giunzione per le cime della barca.

Pregi? E’ molto facile da fare, non scorre (anche su cavi bagnati), ha una tenuta eccezionale ed è facile da sciogliere (tende ad assuccarsi molto stretto, ma alla fine si riesce sempre ad allentarlo).
Difetti? Tende a diventare molto voluminoso, lavora meglio su cime di un certo diametro
Link all’esecuzione del NODO DEL VACCAIO
9 – Il Nodo del Tessitore

Se quindi avete ad esempio bisogno di fare un paranco per ridurre il carico in trazione, se dovete tesare un imballo o, semplicemente, creare un punto di aggancio su un vostra cima ecco il nodo del tessitore: si realizza in un attimo e, a differenza di quelli generalmente utilizzati dai marinai meno esperti, si scioglie anche dopo aver subito tensioni molto forti.
Link all’esecuzione del NODO DEL TESSITORE
10 – Il Nodo Francescano, nodi d’appesantimento
Le categorie entro cui può essere catalogato il nodo francescano sono quelle di nodo di appesantimento o di arresto.
E’ decisamente facile da fare e viene insegnato moto presto ai ragazzi perché dà una certa soddisfazione nella sua realizzazione.
Trovate i video dei nodi da saper fare in barca anche nel nostro nuovo canale Youtube, nella play list Tutorial.




