Ferrari Hypersail compie un nuovo passo verso il mare. L’ambizioso progetto del monoscafo volante di 100 piedi avrà a Livorno il proprio hub operativo, realizzato negli spazi di Azimut Yachts. Una vera casa per il programma nautico di Maranello, dalla quale saranno coordinate le prossime fasi di sviluppo e soprattutto la campagna di test in acqua. La collaborazione con Azimut comprenderà anche una Fly 72 custom destinata a diventare la tow boat ufficiale del progetto.
Ferrari Hypersail, la nuova casa è a Livorno
Dopo lo sviluppo progettuale e tecnologico, per Ferrari Hypersail prende dunque forma anche l’infrastruttura destinata ad accompagnare il monoscafo nelle sue prossime sfide. Ferrari ha annunciato la realizzazione del nuovo hub operativo a Livorno, all’interno degli spazi Azimut Yachts, che permetterà al team di disporre di un punto di riferimento permanente per tutte le attività a terra e in mare.

La struttura non sarà un semplice hangar per l’imbarcazione bensì la vera casa di Hypersail, in quanto concentrerà in un unico luogo tutte le funzioni necessarie alla preparazione del team, alla manutenzione, allo sviluppo tecnico e alla gestione dei test. Al suo interno troveranno posto gli uffici per ingegneri, shore team e personale del progetto, ma anche palestre e ambienti destinati alla preparazione atletica. A questi si aggiungeranno laboratori specializzati per lavorare sui sistemi idraulici, elettrici e meccanici, oltre ad attrezzature dedicate alla stampa 3D. L’hub diventerà inoltre il luogo d’incontro con partner, stakeholder e ospiti coinvolti nel programma.
Dal Tirreno a Maranello, una posizione strategica
La scelta di Livorno risponde innanzitutto alle necessità tecniche di un progetto chiamato ad affrontare una lunga fase di sperimentazione. L’accesso diretto al Mar Tirreno permetterà al team di trovare condizioni marine differenti e di organizzare una campagna di prove continuativa, indispensabile per sviluppare una barca tecnologicamente complessa come Hypersail.

Allo stesso tempo, Livorno mantiene una relativa vicinanza con Maranello. Si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario, considerando il coinvolgimento dei diversi dipartimenti Ferrari di ingegneria e design e la necessità di mantenere uno scambio costante di competenze tra il mondo automotive e quello nautico.
“Siamo orgogliosi di annunciare la nascita del nostro hub operativo a Livorno, uno step fondamentale che rappresenta molto più di un semplice centro di lavoro per l’imbarcazione: questa sede nasce infatti per essere la vera e propria casa del progetto Ferrari Hypersail, un luogo pensato per il lavoro quotidiano del Team e per accogliere tutti i soggetti che ruotano intorno al progetto, condividendo con loro ogni fase di questa sfida” commenta Enrico Voltolini, Project Leader di Ferrari Hypersail. “Poter contare su uno spazio così strategico sul Mar Tirreno, utile sia per la preparazione tecnica e atletica sia per i test in mare, e al contempo vicino a Maranello, ci offre le condizioni ideali per accrescere ancora di più il processo di innovazione”.
Anche la base parla il linguaggio di Ferrari Hypersail
Il legame con il progetto nautico emerge anche nell’architettura dell’edificio. Gli spazi sono stati disegnati per riunire in maniera funzionale le differenti attività del programma, ma il design della base riprende direttamente alcuni elementi estetici dell’imbarcazione. La combinazione cromatica utilizza infatti il Grigio Hypersail e il Giallo Fly, gli stessi colori protagonisti della livrea del monoscafo.

Le superfici esterne integrano due diverse tipologie di finestrature. Quelle in vetro identificano gli uffici, mentre i pannelli in policarbonato caratterizzano le zone destinate alla barca. Ancora più evidente è il richiamo sul portale d’ingresso: qui compare una riproduzione della vista frontale tecnica della prua, che anticipa anche l’orientamento assunto dal monoscafo all’interno dell’hangar. Sul tetto, invece, sarà rappresentata la pianta tecnica dell’intera imbarcazione, con la prua rivolta verso l’uscita.
Flavio Manzoni: il design come strumento di innovazione
La progettazione della nuova sede ha coinvolto direttamente il Ferrari Design Studio guidato da Flavio Manzoni, Chief Design Officer in Ferrari. “Il mio team ed io abbiamo accolto con entusiasmo il coinvolgimento al progetto Hypersail, accompagnandone l’evoluzione fino alla progettazione della sua base operativa“, dichiara Manzoni. “Questo percorso di ricerca e sperimentazione, portato oltre i confini consueti del nostro ambito progettuale, ha in noi rafforzato la consapevolezza che il design non sia solo espressione formale, ma uno strumento capace di creare innovazione, in un processo di contaminazione virtuosa tra varie discipline”.
La sede livornese diventa così un’altra manifestazione della contaminazione tra competenze che caratterizza l’intero programma Hypersail, nel quale conoscenze provenienti dall’automotive ad alte prestazioni vengono trasferite e reinterpretate per affrontare le esigenze della navigazione oceanica.
Ferrari Hypersail e Azimut Yachts, nasce una collaborazione italiana
La scelta degli spazi di Livorno si inserisce in un accordo più ampio tra Ferrari Hypersail e Azimut Yachts, basato sulla condivisione di competenze tecnologiche e sulla ricerca delle prestazioni. Azimut entra nel programma in qualità di Technical Partner, con un ruolo che andrà ben oltre la disponibilità della nuova base. Il cantiere svilupperà infatti una Azimut Fly 72 custom espressamente configurata per accompagnare Ferrari Hypersail durante le attività in mare.

“Siamo l’unico brand del settore con un dipartimento R&D indipendente e completamente dedicato a sviluppare soluzioni che ancora non esistono sul mercato“, sottolinea Andrea Antichi, General Manager di Azimut Yachts. “Una scelta guidata da un’insaziabile fame di progresso, la stessa che ci ha unito al progetto visionario di Ferrari Hypersail. Siamo orgogliosi di prendere parte a un’impresa che muove dalla sfida per generare nuove conoscenze e stimoli per il mondo della nautica“.
La Fly 72 avrà un compito particolarmente importante nelle fasi iniziali della sperimentazione: sarà utilizzata come tow boat durante i primi test di volo del monoscafo e, successivamente, accompagnerà le prove a vela svolgendo funzioni di assistenza e monitoraggio. Alla componente prettamente tecnica si aggiungerà quella dell’accoglienza: la Fly 72 custom sarà utilizzata anche come hospitality boat, diventando quindi una presenza stabile durante le attività operative di Hypersail.
“Hypersail, come Ferrari, è simbolo ed espressione del made in Italy: un progetto nato nel cuore di Maranello, progettato dal team di ingegneri Ferrari, costruito in Italia, e da oggi con una propria base che siamo orgogliosi di annunciare”, commenta Angelo Pesci, Chief Purchasing & Quality Officer di Ferrari. “La tow boat Azimut Fly 72 custom, che verrà sviluppata insieme al nostro nuovo partner Azimut Yachts, rappresenta un primo e concreto esempio di collaborazione e sinergia operativa tra le due aziende”.

Il Dipartimento R&D e l’Ufficio Tecnico di Azimut sono stati chiamati a una sfida tecnica ad alta complessità: progettare un’imbarcazione dalle elevate prestazioni per portare a circa 30 nodi di velocità il prototipo Ferrari Hypersail durante le prime prove senza armo e vele, supportando le dinamiche di decollo e volo su foil. La soluzione sviluppata prevede la customizzazione della piattaforma dell’Azimut Fly 72 attraverso un intervento mirato sul rapporto peso-potenza. Da un lato, un drastico piano di alleggerimento basato sull’uso esteso della fibra di carbonio ha sottratto 6 tonnellate al peso complessivo. Dall’altro, l’integrazione nell’architettura strutturale e impiantistica di 4.000 cavalli – che raddoppiano la potenza del modello con una configurazione sviluppata in esclusiva per Ferrari Hypersail – ha infuso lo yacht di spirito racing. L’installazione ha richiesto una progettazione dedicata, resa possibile dall’esperienza del team e dall’uso pionieristico che Azimut ha fatto della fibra di carbonio nel mondo dello yachting.
Per assicurare il Fly 72 al prototipo, lo scafo è stato inoltre equipaggiato con uno specifico tow post, dimensionato attraverso rigorose analisi di resistenza per sostenere le estreme sollecitazioni statiche e dinamiche. Un intervento di grande rigore ingegneristico, che ha visto ha coinvolto in modo integrato le competenze Azimut di progettazione navale, strutturale, impiantistica e di allestimento. Infine, l’intera configurazione di bordo è stata personalizzata per accogliere il team guidato da Enrico Voltolini e agevolarne il lavoro durante le prove. Nelle fasi successive, come detto, l’Azimut Fly 72 potrà essere utilizzato anche per l’equipaggio e come VIP Hospitality. L’imbarcazione affiancherà così Ferrari Hypersail dai primi momenti chiave di test fino ai principali appuntamenti nel mondo.
Un nuovo passo verso i test in mare
La realizzazione dell’hub livornese assume un significato particolare proprio in vista delle prossime fasi del programma. Hypersail non è soltanto un esercizio di design o un laboratorio tecnologico: il progetto dovrà trasferire in acqua le soluzioni sviluppate finora e verificarne concretamente prestazioni e affidabilità. Disporre di laboratori, personale tecnico, aree per la preparazione dell’equipaggio e accesso immediato al mare permetterà di accorciare la distanza tra sviluppo, interventi sulla barca e nuove sessioni di prova. La base rappresenta quindi uno degli elementi infrastrutturali necessari per trasformare progressivamente Ferrari Hypersail da progetto sperimentale a macchina oceanica operativa.
Conclusioni
Con l’hub di Livorno, Ferrari Hypersail entra in una fase sempre più concreta del proprio sviluppo. Il nuovo quartier generale riunirà sotto lo stesso tetto ingegneri, shore team, laboratori e strutture per la preparazione atletica, con il vantaggio determinante dell’accesso diretto al Tirreno.
Altrettanto significativa è la partnership con Azimut Yachts. La Fly 72 custom destinata a seguire il monoscafo durante i test rappresenta la prima espressione tangibile di una collaborazione che mette insieme due importanti realtà italiane attorno a un progetto decisamente fuori dagli schemi. Ora l’attenzione si sposta inevitabilmente sull’acqua, dove le soluzioni sviluppate a Maranello e nella nuova base di Livorno saranno chiamate alla prova più importante.
Fonti e riferimenti
| Fonte | Riferimento |
|---|---|
| Ferrari | Informazioni ufficiali sul progetto Hypersail e sul monoscafo oceanico da 100 piedi. |
| Azimut Yachts | Informazioni sul cantiere, sulla gamma Azimut e sulla Fly 72 scelta come base per la futura tow boat custom. |
Ferrari Hypersail – FAQ
Dove sarà la base operativa di Ferrari Hypersail?
Il nuovo hub sarà a Livorno, all'interno degli spazi di Azimut Yachts. La posizione offre accesso diretto al Mar Tirreno ed è stata scelta anche per mantenere un collegamento efficace con i dipartimenti Ferrari di Maranello.
Cosa ospiterà l'hub di Ferrari Hypersail?
La struttura comprenderà uffici per ingegneri e shore team, laboratori dedicati ai sistemi idraulici, elettrici e meccanici, attrezzature per la stampa 3D, palestre e spazi per la preparazione atletica. Ospiterà inoltre partner e stakeholder del progetto.
Perché Ferrari Hypersail ha scelto Livorno?
Uno dei principali vantaggi è la possibilità di raggiungere direttamente il Tirreno e svolgere test in condizioni marine differenti. La posizione permette inoltre di mantenere uno stretto rapporto operativo con Maranello.
Qual è il ruolo di Azimut Yachts nel progetto Ferrari Hypersail?
Azimut Yachts partecipa come Technical Partner. Oltre a ospitare la nuova base operativa, realizzerà una Fly 72 custom destinata alle attività di supporto durante la sperimentazione in mare.




