In questo articolo non parleremo ne di professionismo ne di mega esperti ma solamente di una realtà vissuta durante il periodo estivo nelle acque antistanti la Versilia. Il freddo e la nebbia ci sta veramente martoriando quindi perché non fantasticare… e rivivere i tepori dei mesi trascorsi…

Ogni appassionato di pesca ha desiderato, prima o poi, di possedere un’imbarcazione ma alla fine, fatte le dovute considerazioni quali costi di gestione paragonati alle infinite “magagne” di chi non ha tempo e voglia che sicuramente hanno indotto la maggioranza a desistere…….E lo spensierato racconto di oggi ne è la riprova.
I protagonisti sono Michele Marcucci, noto ristoratore di Pietrasanta ed il suo “Basetta Kayak”. I Kayak impiegati per la pesca sono chiamati “Sit on Top” che vuol dire “seduti sopra” si differenziano dai classici in quanto sono molto stabili e progettati per essere utilizzati più da pescatori che da professionisti della pagaia quindi semplici da condurre e particolarmente sicuri. (I più “in”… li accessoriano con dei pedali.. Ma sarà argomento di un prossimo approfondimento..) Grazie alla singolare struttura e all’auto svuotamento del pozzetto, sono praticamente inaffondabili. Dato il peso contenuto, che si aggira a vuoto attorno alle 50 libbre, sia il trasporto sia il varo non hanno limiti.. Perciò basta un arenile per i nostri protagonisti ed è subito pesca!!
Detto fatto! in seguito ad un acquisto on line di un “Ocean K.” di seconda mano… tutti pronti per il varo del “Basetta kayak”. Dopo i classici tentativi a vuoto del novizio usando steam, minnow, cucchiai eccoci alla svolta….

Rinfrancato nello spirito e carico dei consigli del nostro capitano il Marcucci, accompagnato come sempre dal fido “Fausto”, salpano per il mare provando l’innesco del “Vivo”. Essendo sempre di corsa, per sveltire la cosa, a Michele gli viene la malsana idea di innescare delle anguille vive arraffate da un oscuro e innominato bracconiere di “Bientina” dando più grattacapi che risultati…. Al punto di attorcigliarsi al terminale, spesso rovinando tutto il sistema pescante.

La gioia e le emozioni delle ferrate superano la stanchezza del tempo trascorso in mare pagaiando in lungo e largo… ma ahinoi il target del “Big Fish” è ancora lontano. Un giorno, per caso, il Marcucci anche grazie al trascorso di “bigattinaro incallito” riesce a portare al pagliolo una bella mormora. Tutti i comuni pescatori sicuramente sarebbero tornati in terra col piacevole trofeo invece lui “no” insiste e prova la carta “innesco sparide” cosa impensabile fino ad oggi. Il fatico momento è alle porte. Tutto a un tratto la canna di Marcucci si piega e la cicala del rotante inizia a cantare a più non posso! Salti, fughe a pelo d’acqua, recuperi col Kayak sbandato che si avvicina sempre più alla battigia.

La morale delle storie di pesca è quasi sempre la stessa: andare a pesca, fissarsi sull’obiettivo, imparare dai maestri, ritornarci, essere fortunati e chiamare subito gli amici altrimenti non ci crede nessuno!!
Esaminando la pesca in kayak si capisce il gran senso di libertà e il contatto diretto preda/natura al punto da affascinarsi per la capacità di raggiungere la piena tranquillità a poche pagaiate di distanza dalla battigia lasciando in terra tutta la frenesia dell’era moderna; è sicuramente un metodo salutare per risanare sia il fisico sia la mente. Tutto questo per dire che Michele, col suo modo frizzante di fare e la passione innata per la pesca, è riuscito in poco tempo a coinvolgere tanti amici e clienti al punto di farne un vero tormentone…….
Alla prossima dalla Versilia!!




