Ubi Maior al Salone Nautico di Genova 2026: tecnologia italiana per governare le vele

Visitare il Sailing World del Salone Nautico Internazionale di Genova significa entrare nel cuore più tecnico della vela. Accanto alle barche, infatti, ci sono quelle aziende che lavorano su componenti apparentemente piccoli, ma capaci di incidere in maniera sostanziale sull’efficienza e sulle prestazioni di un’imbarcazione. È proprio in questo segmento che si inserisce Ubi Maior Italia, che abbiamo visitato durante la 66ª edizione del Salone Nautico di Genova, svoltasi dall’1 al 6 ottobre. Allo stand SS18 l’azienda ha portato una panoramica della propria produzione dedicata all’attrezzatura di coperta: bozzelli, avvolgitori, sistemi per le vele di prua e numerosi componenti destinati sia alla crociera sia alla vela ad alte prestazioni.La filosofia produttiva di Ubi Maior è interessante soprattutto perché progettazione e produzione vengono gestite internamente. L’azienda realizza infatti nel proprio stabilimento bozzelli, pulegge, avvolgitori e connettori utilizzando lavorazioni meccaniche di precisione e sottoponendo i prodotti a collaudi strutturali e successive prove in mare. Una struttura che permette anche di sviluppare componenti custom per rispondere alle esigenze di singoli progetti.

Jiber, il rollafiocco che elimina l’estruso

Uno dei prodotti più interessanti da osservare da vicino è certamente Jiber. Si tratta di un rollafiocco strutturale che elimina il tradizionale estruso di alluminio: lo strallo in tondino è direttamente collegato al tamburo e alla testa e, ruotando, trasmette la torsione necessaria ad avvolgere la vela. La soluzione consente contemporaneamente di issare e ammainare la vela e di regolare la tensione della drizza. Una navetta si blocca automaticamente in testa una volta completata l’issata e viene sbloccata durante l’ammainata. La vela può invece essere collegata allo strallo mediante garrocci oppure attraverso una sacca zip.ubi maiorMa il vantaggio più evidente è il risparmio di peso. Secondo Ubi Maior, l’eliminazione dell’estruso può significare circa 30 kg in meno rispetto a un sistema tradizionale equivalente. Un valore particolarmente importante perché riguarda un peso collocato a prua e in una posizione che influenza direttamente il comportamento dinamico della barca.A questo si aggiunge la riduzione della resistenza aerodinamica intorno al bordo d’attacco del fiocco, con potenziali benefici nelle andature di bolina. Jiber è disponibile anche nella configurazione Jiber TX con strallo tessile o composito, mentre le differenti versioni arrivano a coprire carichi di rottura dichiarati fino a 50.000 kg.

FR Furlers, gli avvolgitori per Code Zero e gennaker

Un altro capitolo fondamentale della produzione Ubi Maior è rappresentato dagli FR Furlers, gli avvolgitori sviluppati per la gestione delle vele di prua. La gamma comprende soluzioni per vele inferite, come i Code Zero, e configurazioni a mura folle destinate ai gennaker, partendo dalle applicazioni sulle derive per arrivare alle grandi unità e alle realizzazioni custom.ubi maiorTamburo e testa vengono ricavati dal pieno in alluminio 6082T6 e utilizzano cuscinetti assiali a rulli cilindrici. La gamma comprende numerose dimensioni: il modello FR87 è destinato a barche tra 18 e 26 piedi, mentre salendo di misura aumentano progressivamente carichi e applicazioni possibili.All’interno di questa famiglia spicca ReWind, soluzione sviluppata per semplificare ulteriormente la gestione di Code Zero e gennaker. È uno di quei componenti che mostrano bene l’approccio di Ubi Maior: intervenire su una manovra conosciuta da ogni velista cercando di renderla più immediata attraverso la meccanica.

Dai cruiser ai racer: tre famiglie di bozzelli

Passeggiando nello stand, un’altra parte importante dell’esposizione era inevitabilmente occupata dai bozzelli. Ubi Maior ha sviluppato diverse famiglie proprio perché le necessità di un cruiser moderno sono molto differenti da quelle di una barca progettata per competere ai massimi livelli.La linea Yacht Club è pensata principalmente per la crociera. Le guance sono realizzate in alluminio 6082T6 lavorato dal pieno e anodizzato, mentre pulegge e sfere sono in Delrin e perno, viteria e grillo in acciaio AISI 316. Particolare attenzione viene dedicata anche all’isolamento tra acciaio e alluminio per limitare il rischio di corrosione galvanica.Salendo verso applicazioni più sportive si incontra la famiglia Regata. Qui il tema centrale diventa il rapporto tra carico, scorrevolezza e peso. Alla gamma RT si affiancano infatti RT Ultra, più compatti e leggeri e caratterizzati dal fissaggio tessile centrale, e RT eVe, sviluppati per imbarcazioni da regata di alto livello nelle quali la riduzione del peso deve convivere con carichi particolarmente elevati.Ancora più estrema è la filosofia degli X3M Flight. Sono bozzelli destinati esclusivamente al fissaggio tessile e progettati proprio per ottenere un rapporto particolarmente favorevole tra carico sopportato, dimensioni e peso. Una soluzione nella quale ogni grammo e ogni millimetro diventano parte integrante della prestazione.

Non solo bozzelli: tutta l’attrezzatura di coperta

La visita allo stand genovese permetteva però di capire come il catalogo Ubi Maior vada ben oltre i prodotti più riconoscibili. L’azienda propone infatti una gamma completa di accessori per il rigging e la coperta. Tra questi troviamo anelli a basso attrito e barber ring, pastecche, connettori, crossover e padeye. Questi ultimi comprendono raccordi passanti ad alto carico HPD, versioni con attacco tessile SPD e padeye raso ponte FPD. Nel catalogo i modelli FPD arrivano a carichi massimi di lavoro dichiarati fino a 13.000 kg.Interessanti anche gli organiser di coperta in alluminio, disponibili sia con pulegge ad alto carico sia nella configurazione a fori fissi ad alta scorrevolezza, con la possibilità di realizzare misure custom. I Crossover sono invece studiati per essere installati a poppa degli stopper e consentire di deviare una manovra verso il winch opposto senza utilizzare la base del winch come deviatore.Completa il quadro la produzione dedicata alle velerie, che comprende tra l’altro puntastecche in alluminio anodizzato per imbarcazioni da 50, 70 e 100 piedi, oltre alla possibilità di realizzare componenti custom come tavolette per randa e fiocco.

Ubi Maior, la meccanica di precisione incontra la vela

Ubi Maior non costruisce semplicemente accessori nautici, bensì parte dalla meccanica di precisione per affrontare alcuni dei problemi più concreti della gestione delle vele, dalla riduzione dei pesi alla diminuzione degli attriti, fino alla necessità di governare carichi sempre maggiori su imbarcazioni performanti. È proprio questo l’aspetto più interessante emerso dalla visita allo stand del Sailing World. In un Salone dominato inevitabilmente dalle barche, osservare da vicino tamburi, cuscinetti, bozzelli, padeye e sistemi di avvolgimento ricorda quanto le prestazioni di uno yacht a vela dipendano anche da componenti di pochi centimetri. Dietro una manovra più veloce, una vela più facile da gestire o qualche chilogrammo risparmiato può esserci un lavoro di progettazione estremamente sofisticato. A Genova Ubi Maior ha mostrato proprio questo lato meno appariscente ma fondamentale della vela contemporanea: quello in cui la ricerca delle prestazioni passa attraverso la precisione di ogni singolo componente.

Fonti e riferimenti

FonteContenuto
Sito ufficiale dell’aziendaInformazioni su Ubi Maior, i suoi prodotti e le soluzioni per la nautica
Alessandro GiuzioVisita del giornalista allo stand Ubi Maior al Salone Nautico di Genova 2026

Ubi Maior a Genova 2026 – FAQ

Ubi Maior Italia è un’azienda specializzata nella progettazione e produzione di attrezzatura per imbarcazioni a vela, con una gamma che comprende bozzelli, avvolgitori, rollafiocco strutturali e numerosi componenti per il rigging e la coperta.

Allo stand SS18 del Sailing World è stato possibile conoscere le principali soluzioni dell’azienda, tra cui i sistemi Jiber, gli avvolgitori FR Furlers e ReWind, le diverse famiglie di bozzelli e gli accessori per l’attrezzatura di coperta.

Sì. La progettazione e la produzione interna consentono all’azienda di sviluppare anche componenti custom, adattando alcune soluzioni alle caratteristiche e alle esigenze specifiche delle imbarcazioni.

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