Aquila 50 Sail: prestazioni sorprendenti per la regina dello spazio e dell’innovazione. Prova in mare completa.

Se pensavate che il nuovo Aquila 50 Sail fosse l’ennesimo catamarano a vela dove le volumetrie fossero l’unico obiettivo del progetto, vi sbagliavate di grosso. Questo multiscafo riesce infatti, perfettamente, a far coesistere spazi interni ed esterni mai visti prima, con prestazioni a vela sorprendenti, decisamente più vicine a quelle dei ben più costosi catamarani votati alle performance che a quelle, talvolta inesistenti, delle imbarcazioni da crociera pura.

Affermazioni importanti, che meritano di esser giustificate con dati oggettivi, dati che abbiamo rilevato durante la nostra prova in mare.

Aquila 50 Sail: la prova in mare completa

È mattina presto quando arrivo al Pier Sixty-Six Marina di Fort Lauderdale, l’aria frizzante del mattino e l’assenza totale di nubi fanno già presagire che sarà una giornata bellissima, un aggettivo che per noi velisti, purtroppo, vuol anche dire che ci sarà poco vento. Una condizione dove normalmente i catamarani a vela da crociera soffrono parecchio (per usare un eufemismo).

Giro l’angolo di un pontile e scorgo Aquila 50 Sail che ci aspetta ormeggiato all’inglese. Al primo sguardo mi colpisce immediatamente per il suo profilo sinuoso, questo catamarano ha una silhouette distante anni luce da quella cubiforme (e orribile) a cui ci ha abituato il mercato.

Salgo a bordo e comincio subito ad analizzare il sistema ibrido di propulsione, una delle novità introdotte da questo cat. A spingerci oggi avremo infatti due motori elettrici da 40 KW ognuno, alimentati da una batteria da 80 KWh. Un sistema prodotto da Torqeedo che ci garantisce, sulla carta, circa 40 miglia nautiche di autonomia prima di dover accendere il generatore di bordo da 40 KW che, oltre a fornire potenza di ricarica, consente anche di alimentare aria condizionata, piastre ad induzione e tutti gli impianti di bordo.

Aquila 50 Sail left view

Il piano velico di questo Aquila 50 Sail è decisamente ben strutturato, si può scegliere fra una randa tradizionale ed una square top, quella che abbiamo a disposizione oggi, da ben 96,4 metri quadri. Una scelta che condivido perché i quasi sette metri quadri di tela in più sono in alto, proprio dove rendono di più. Il genoa è a leggera sovrapposizione, misura 66 metri quadri e porta la superficie velica di bolina, ad un totale di 162,4 metri quadri. A completare il set un Code 0 rollabile da 103 metri quadri che, sono sicuro, oggi useremo certamente.

Molliamo gli ormeggi e ci scostiamo dalla banchina utilizzando le eliche di manovra e l’inversione delle manette, manovrare Aquila 50 Sail è davvero semplice con tutti questi aiuti. Dal flybridge la visibilità è perfetta, si vedono perfettamente le prue e valutare gli ingombri di questo grande catamarano non è davvero un problema.

Procediamo a motore lungo il canale che ci porta in oceano, a 6 nodi il consumo in KW è di poco superiore ai 10 KWh, questo vuol dire che potremmo navigare per quasi 50 miglia senza dover accendere il generatore. Vuol anche dire che se lo accendessimo non solo sosterremmo le batterie ma che addirittura potremo ricaricarle, un bilancio energetico decisamente interessante! La propulsione elettrica poi è di per se stessa molto simile alla vela, il silenzio è assoluto, si sente solo lo sciabordio delle onde sugli scafi.

Passando il ponte a Fort Lauderdale

Aquila 50 Sail: la prova a vela

Arrivati in oceano troviamo un’onda lunga alta poco meno di un metro e un vento reale di 6 nodi circa, condizioni difficili per un cat da crociera…

Issiamo la randa velocemente, con i winch elettrici è un gioco da ragazzi, e poi apriamo il genoa rollabile. Tutte le manovre sono riportate a sinistra e a dritta del posto di comando e gestire da solo questo catamarano a vela non solo è semplice ma anche decisamente comodo e sicuro.

Poggio e metto Aquila 50 Sail a 50 gradi circa dal vento apparente. In queste condizioni mi aspetto velocità prossime allo zero ed invece, progressivamente, il cat accelera e comincia a produrre vento apparente e, in breve, siamo a più di 4 nodi, 4,4 per la precisione. Provo a stringere il vento e, di nuovo, Aquila 50 Sail mi sorprende ed arriva a stringere 35 gradi sull’apparente, perdendo solo due decimi di velocità! 

Una prestazione decisamente fuori dal comune per un cat da crociera che, peraltro, non è dotato di daggerboards, ovvero di derive. 

Aquila 50 Sail in navigazione a vela

Entusiasta chiedo di chiudere il genoa e di aprire il Code 0, operazione che di nuovo viene gestita con grande semplicità visto che anche le scotte di questa vela sono rinviate in prossimità del timone. Questa barca è davvero gestibile da una sola persona.

Poggio ancora un po’ e a 90 gradi dall’apparente regolo di fino randa e Code 0, Aquila 50 Sail accelera immediatamente e raggiunge i 5 nodi e mezzo. Orzo fino a 50/55 gradi dall’apparente, cazzo un filo il Code 0 e il cat accelera ancora vistosamente, in un attimo passiamo i 6 nodi e fissiamo la velocità massima a 6,2 nodi! 

Siamo su un cat da crociera e navighiamo ad una velocità superiore a quella del vento reale che, ancora davvero debole, oscilla fra i 5 e i 6 nodi.

Questo Aquila 50 Sail è una vera rivelazione, posso solo immaginare quali prestazioni potrebbe regalare in condizioni di vento medio o con delle vele più tecnologiche. 

Il set di vele che abbiamo a disposizione oggi, pur essendo triradiale e di buona fattura, non è certo un set di vele ad alte prestazioni e questo aggiunge ancor più valore ai dati rilevati.

A motore

Manco a dirlo e, di li a poco il vento si spegne completamente e dobbiamo chiudere il Code 0. Abbiamo ancora un bel po’ di miglia da fare per arrivare in tempo a Miami, dove Aquila 50 Sail verrà esposta all’omonimo salone nautico. 

Innestiamo le manette e i due motori elettrici cominciano a spingerci silenziosamente in avanti. A 7 nodi navighiamo consumando solo 22 KW, a 7,5 ne consumiamo 28 e a 8 nodi siamo ancora sotto i 40. Questo vuol dire che possiamo navigare a velocità di crociera, tenendo il generatore acceso, per un tempo indefinito, consumando pochissimo carburante.

Incuriosito spingo a fondo le manette e, velocemente, raggiungo i 9,2 nodi, una velocità massima di tutto rispetto per questo Aquila 50 Sail nella sua versione ibrida. 

Aquila 50 Sail in navigazione a motore

A scelta si può anche ovviamente optare una versione tradizionale, dove una coppia di entrobordo diesel saildrive potrà spingere questo cat anche a velocità superiori anche se, a mio parere, questa versione ibrida è perfettamente bilanciata e già fornisce tutto quello che serve per navigare nel migliore dei modi. La batteria da 80 KWh e il generatore di bordo da 40 KW assolvono inoltre a moltissime altre funzioni, utili per vivere in completa comodità, senza l’assillo del dispendio energetico.

In sintesi un catamarano da crociera di alto livello che, personalmente, sceglierei esattamente in questa configurazione, non solo per le crociere estive ma anche per partire per un lungo giro del mondo.

Di seguito i dati rilevati nel proseguio della prova, dati che evidenziano come, anche senza accendere il generatore, si possa disporre di ottime autonomie. I dati sono stati rilevati mentre navigavamo in sei a bordo, lo stato del mare era poco mosso, con i serbatoi di acqua e gasolio al 100%.

Potenza elettrica totale in KWVelocità in nodiStato di carica al momento della rilevazioneAutonomia effettiva in miglia nauticheAutonomia teorica in miglia nautiche con batteria al 100%
105,586,5%38,144,0
156,686,0%30,335,2
207,185,5%24,328,4
257,484,0%19,923,7
307,583,0%16,620,0
357,782,0%14,417,6
408,280,0%13,116,4
509,577,5%11,815,2
60

 

Incremento marginale della velocità

Ottima riserva di potenza da utilizzare in condizioni di mare mosso

70
80

Come è fatto il nuovo Aquila 50 Sail

Per poter comprendere appieno la portata delle innovazioni che il nuovo Aquila 50 Sail porta in dote, bisogna necessariamente fermarsi un secondo ed elencarle, sono davvero tante.

Il design

Il design di questa imbarcazione a vela merita la prima menzione. Distante anni luce da quelle a cui ci hanno abituato i catamarani a vela votati alla crociera pura, riesce contemporaneamente ad accogliere volumi decisamente superiori a quelli dei suoi diretti concorrenti, e a regalare alla vista linee leggere, sinuose e sportive. Un risultato per nulla scontato.

Prua

La poppa

La poppa di Aquila 50 Sail contiene due importanti novità: la prima è rappresentata dalla larghezza dei terminali dei due scafi che, ben più larghi di quanto mai visto prima su un catamarano a vela, regalano la concreta possibilità di essere utilizzati come beach club. 

La seconda innovazione è costituita dalla piattaforma di poppa che, servita da un argano, consente di alare ed alloggiare un tender di grandi dimensioni, appoggiato su un sistema di selle movimentabili, che ne assicura la stabilità in navigazione. Questa zona è inoltre trasformabile, è possibile infatti spostare verso prua o verso poppa i candelieri e le draglie che la delimitano, per adattarla alla presenza o meno del tender. 

La sintesi di queste due novità consente da un lato di evitare l’adozione di una pesante piattaforma idraulica, dall’altro crea di fatto un unico grandissimo beach club, dal quale godersi le soste all’ancora.

La poppa di Aquila 50 Sail

Il Flybridge

Il Flybridge di Aquila 50 Sail è enorme ma perfettamente integrato nella linea sportiva di questo catamarano a vela, un risultato davvero notevole, che sintetizza  la grande esperienza del cantiere con i catamarani a motore. La grande novità che questo cat introduce è rappresentata dal fatto che lo stesso è raggiungibile sia dalla consueta scala che parte dalla dinette di poppa, che dai due passavanti digradanti che lo collegano alla prua.

Un sistema innovativo, che semplifica la circolazione di bordo e rende più semplici tutte le manovre, incluse quelle di ormeggio ed ancoraggio, ma non è tutto. Se infatti osservate lateralmente Aquila 50 Sail vi accorgerete di come il Flybridge si sviluppi in continuità a partire dal ponte di prua, questo crea di fatto una struttura monolitica, che realizza di fatto una grande rigidità strutturale, percepibile chiaramente in navigazione.

L’Hard-Top del Flybridge è calpestabile ed asservito da due scale di salita, un sistema quantomai semplice per gestire in sicurezza l’apertura e la chiusura del Lazy Bag.

Il Flybridge di Aquila 50 Sail

Le cabine

L’ingegneria degli spazi interni di Aquila 50 Sail è decisamente fuori dal comune e rende questo cat da 50 piedi unico nel suo genere. È infatti possibile personalizzarne a proprio piacimento il layout partendo dalla versione a 4 cabine, quella più squisitamente armatoriale, per arrivare alla versione dedicata al charter, che vanta ben 6 cabine e 6 bagni!

Ma le sorprese non finiscono qui perché, molto intelligentemente, ogni cabina è dotata di un accesso privato e di un bagno dotato di box doccia separato, perfino nella versione a 6 cabine. Un accorgimento che esalta la privacy degli ospiti e rende decisamente semplice la vita a bordo.

Ultima importante novità è la possibilità di acquistare la versione a 6 cabine e di poter, magari dopo un periodo dedicato al charter, di tornare alla versione a 4 cabine con una semplice e non invasiva conversione. 

Master Cabin

Giudizio finale

Questo nuovo Aquila 50 Sail ci ha decisamente conquistato. È un catamarano a vela innovativo, che riesce ad essere  contemporaneamente veloce e spazioso, bello e molto sfruttabile. Caratterizzato inoltre da un prezzo di partenza inferiore al milione di dollari, ovvero meno di 850.000 euro, è decisamente interessante e rappresenta probabilmente la miglior scelta attuale, in termini di rapporto qualità prezzo.

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Dinette

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