Neo 430 Roma questo il nome del progetto race cruiser ottimizzato per l’IRC, che vede la firma di Paolo Semeraro, titolare del “giovane” cantiere barese Neo, la cui notorietà è conclamata in ambito velico. Il terzo scafo del Neo 430 Roma in queste ore è in fase di test nelle acque del basso adriatico pugliese: «perché prima di consegnare le barche le proviamo sempre in mare qui a Bari», spiega Paolo Semeraro. L’imbarcazione si chiama “Rhumb Runner” e sarà consegnata entro il mese negli States all’armatore, che l’ha commissionata richiedendo delle particolarità speciali: «utili per l’approdo in acque a pescaggio ridotto senza rinunciare alle performance a largo».

Il Neo 430 Roma un’imbarcazione duttile
Qui c’è il nostro test della Neo 430 Roma, provata scrupolosamente in mare. E si evince questa versatilità utile a un utilizzo in più contesti che la Neo 430 Roma non esita ad affrontare con facilità, forse ragione principale del suo successo. «Il prodotto sta piacendo molto perché è un buon equilibrio fra la crociera performante e la possibilità di fare anche delle competizioni senza stravolgere il concetto della barca. Non c’è bisogno di smontare mezza barca se vuoi andare in regata perché la barca è già costruita molto leggera, quindi è facile passare dalla crociera performante alla regata».

Il nuovo si fa divino
Togliamoci anche una curiosità, il nome “Neo” da dove viene l’idea? «L’ispirazione del nome del cantiere viene dal film Matrix, dove il protagonista è proprio chiamato “Neo”, interpretato da Keanu Reeves, che poi è diciamo la figura dominus divina della pellicola. Neo sta inoltre per “nuovo” ed è in qualche modo globale, perché esprime lo stesso significato, dal greco al latino, anche nelle altre lingue».
I progetti per il futuro del Cantiere Neo includono non poche ambizioni: «Per ora speriamo i primi di settembre
E c’è tanta soddisfazione: «Siamo molto contenti delle vendite che si stanno sviluppando e di come questo prodotto di nicchia venga apprezzato. Non potevamo pensare niente di meglio quando siamo partiti, considerando anche la pandemia. Era una passione, la prima barca l’ho fatta per me come la volevo io. Quando ho varato la prima nel 2014, una barca da crociera fatta così rappresentava un’avanguardia , oggi quello standard sta coinvolgendo gli armatori di nuova concezione che lo capiscono e lo apprezzano». Così Paolo Semeraro, che ci saluta ammirando la spiaggia cittadina dalle parti di Bari.




