Un livello di comfort che si vede di rado in una barca a vela, un equilibrio perfetto durante la navigazione, una capacità sorprendente di scivolare in mare anche con poco vento. Il Grand Soleil 60 Long Cruise è il nuovo punto di riferimento per tutti gli appassionati del marchio di proprietà di Cantiere del Pardo, che è riuscito a coniugare efficienza, eleganza e innovazione. Merito certamente della carena firmata dal sempre superlativo Matteo Polli, mentre Nauta Design ha disegnato magistralmente interni ed esterni: il risultato è un lavoro straordinariamente armonico, capace di conciliare prestazioni e comfort senza che una delle due dimensioni debba necessariamente prevalere sull’altra.
Il debutto ufficiale del Grand Soleil 60 Long Cruise è previsto al prossimo salone di Cannes, ma abbiamo avuto la possibilità di provarlo in anteprima nelle acque di Ravenna. Ed è proprio in mare che questo progetto rivela la sua natura più interessante: quella di uno yacht concepito per navigare davvero, anche quando la destinazione è molto lontana dal porto di partenza.
Con i suoi 19,68 metri di lunghezza fuori tutto e 5,80 metri di baglio massimo, il Grand Soleil 60 Long Cruise offre infatti volumi importanti, capacità di stivaggio generose e serbatoi dimensionati per affrontare lunghe permanenze a bordo. La prua verticale, la superficie bagnata contenuta e l’elevata stabilità dinamica sono alcuni degli elementi che definiscono il comportamento di questo scafo.
È una barca che non cerca solo la prestazione assoluta, ma un equilibrio più complesso: andare bene, consumare il giusto, essere sicura e confortevole e, soprattutto, continuare a essere piacevole anche quando la navigazione dura molte ore o molti giorni.

La prova in mare del Grand Soleil 60 Long Cruise
A Ravenna è una splendida mattinata estiva. Il sole è alto e fa caldo, ma purtroppo il vento non sembra voler concedere molto alla nostra prova. Usciamo lentamente dal porto e, una volta arrivati in mare aperto, apriamo le vele. Il motore si spegne e il Grand Soleil 60 Long Cruise cambia immediatamente carattere: il silenzio prende il posto della meccanica e lo yacht comincia a scivolare sull’acqua con una naturalezza che colpisce.
Il primo elemento che percepiamo è la stabilità. La barca è ferma, composta, perfettamente equilibrata. Nonostante le dimensioni importanti e i 15 passeggeri a bordo, il comportamento è sempre prevedibile e rassicurante.
Purtroppo il vento non basta per portare il 60 Long Cruise nelle condizioni ideali per cui è stato concepito, ma proprio questa situazione diventa a suo modo molto interessante. Con molto vento è relativamente facile dimostrare le qualità di una barca a vela e permettere allo scafo di esprimere tutta la propria potenzialità. È invece con poco vento che si capisce quanto sia davvero efficace un progetto concepito come si deve. E il Grand Soleil 60 Long Cruise, quando il vento è poco, naviga incredibilmente bene.

Con una velocità del vento reale di 5,5 nodi, la barca procede alla stessa velocità del vento, ovvero a 5,5 nodi. La randa è piatta come una lama e la barca mantiene un’andatura sorprendentemente costante. Non è necessario forzare il piano velico: il 60 Long Cruise sembra trovare il proprio equilibrio da solo, spontaneamente, e riesce a mantenerlo con semplicità. E dire che a bordo, oltre ai 15 ospiti, abbiamo 545 litri di carburante e 220 litri di acqua. Sono condizioni tutt’altro che da barca scarica, eppure la sensazione è quella di uno yacht che non soffre particolarmente il peso. Peraltro a 5 nodi e mezzo si naviga davvero bene con questa barca a vela.
Anche la gestione della barca sorprende. Il Grand Soleil 60 Long Cruise è una barca importante ma può essere condotta con estrema facilità anche da una sola persona. Tutto appare pensato per ridurre gli spostamenti inutili e rendere immediata la gestione delle manovre.

Decidiamo di provare una virata. La eseguiamo e la cosa che colpisce è che la barca non perde velocità. Il passaggio è fluido e lo yacht riprende immediatamente la propria corsa. È uno di quei momenti in cui si capisce che dietro una barca apparentemente semplice da portare c’è un lavoro progettuale importante. La barca non rallenta anche se il vento è scarso, risponde con immediatezza al timone e mantiene un comportamento stabile e preciso. Il baglio è importante e si percepisce subito: la larghezza contribuisce in maniera evidente alla sensazione di sicurezza e solidità.
A bordo, poi, sono numerosi i tientibene distribuiti lungo i punti strategici della coperta. Non sono solo elementi aggiunti per aumentare la sicurezza, ma fanno parte di un progetto nel quale il comfort è stato sviluppato insieme alla praticità. Ci si può muovere con naturalezza senza rinunciare alla pulizia delle linee. È evidente che Nauta Design abbia affrontato un esercizio complesso: aggiungere comfort e sicurezza senza snaturare l’estetica di un grande yacht a vela.

Ne approfittiamo per dare un’occhiata sottocoperta. Gli ambienti sono accoglienti e la volumetria è abbondante e avvolgente. La cucina dispone di spazi generosi e di una capacità di stivaggio adeguata a una barca destinata a trascorrere molto tempo lontano dalla banchina. Ma è la cabina armatoriale a conquistare immediatamente l’attenzione: grande, elegante e soprattutto collocata in una posizione estremamente favorevole. Il letto alla francese è vicino all’albero e questa disposizione, oltre a essere una soluzione non comune su uno yacht di queste dimensioni, permette di percepire pochissimo il beccheggio. Nel frattempo sopra è stato aperto il gennaker da 170 mq, previsto nella configurazione Performance, con cui addirittura superiamo la velocità del vento reale: a 95 gradi facciamo 5,6 nodi di velocità mentre il vento reale è a 5,3 nodi.
Decidiamo di fare una piccola pausa pranzo all’ancora. Dopo esserci concessi il piacere di un tuffo in mare aperto, molto refrigerante con queste temperature, si fa pomeriggio e il vento aumenta a 10 nodi. Pieni di gioia per poter continuare a mettere alla prova questo capolavoro con condizioni più favorevoli, di bolina stretta arriviamo facilmente a 8-9 nodi mentre Grand Soleil 60 Long Cruise comincia a mostrare ancora meglio le proprie qualità. Col gennaker ci muoviamo tra i 9 e i 10 nodi di velocità con un angolo reale di 60 gradi. Allargando la velocità scende leggermente: a 127 gradi di reale navighiamo ancora sopra gli 8 nodi. Quando la barca accelera non opporre resistenza, scivola leggera sull’acqua. Il suo comportamento è estremamente bilanciato e la sensazione al timone rimane sempre pulita e neutra. La cosa che più impressiona è la facilità con cui mantiene la stabilità di rotta, a conferma che il Grand Soleil 60 LC ha le prestazioni di un racer con la facilità di conduzione di una barca da crociera.

Il momento in cui alziamo il Code 0 è forse quello in cui il Grand Soleil 60 Long Cruise riesce a raccontarsi meglio. Con il vento leggero, questa vela aggiuntiva permette di aumentare rapidamente la superficie velica e di trasformare anche una brezza apparentemente poco significativa in una spinta utile. La vela si apre davanti alla barca e il 60 LC comincia ad accelerare con una progressione molto naturale, senza perdere quell’assetto composto che avevamo già apprezzato con la randa.
Il Code 0 valorizza soprattutto la capacità dello scafo di mantenere velocità in condizioni sfavorevoli. Non serve aspettare che il vento aumenti: la barca reagisce già a pochi nodi, acquista velocità e continua a scorrere con grande fluidità. È una vela che si sposa bene con la filosofia del progetto, perché consente di sfruttare anche le giornate meno generose come questa senza ricorrere al motore. La sensazione al timone rimane sempre leggera e precisa e, anche aumentando l’andatura, il Grand Soleil 60 LC conserva un comportamento estremamente equilibrato. La superficie del Code 0 è coerente con l’impostazione performance dello yacht.

Anche a motore il Grand Soleil 60 Long Cruise convince. Sebbene questa sia per definizione una barca a vela, è interessante verificare anche il comportamento della propulsione nei casi di occorrenza. Il motore installato è un Volvo Penta D4 da 175 cavalli con linea d’asse. A 2000 giri/minuto, quella che possiamo considerare una velocità di crociera, raggiungiamo 8,6 nodi con un consumo di 9,3 litri/ora. Il motore rimane silenzioso e non disturba il comfort generale della navigazione. Portando il motore a 2.900 giri/minuto, raggiungiamo invece una velocità massima di 9,7 nodi, con un consumo di circa 35 litri/ora. Sono numeri coerenti con la filosofia dello yacht: la propulsione a motore non deve trasformare il Grand Soleil 60 Long Cruise in qualcosa che non è, ma deve comunque garantire autonomia, affidabilità e una velocità adeguata quando il vento manca o quando è necessario rispettare una determinata tabella di marcia.
Come è fatto il Grand Soleil 60 Long Cruise
Il progetto del Grand Soleil 60 Long Cruise parte da un principio molto chiaro: una barca destinata alle lunghe navigazioni deve essere facile da vivere quanto lo è da condurre. Uno degli elementi più riusciti è il ponte senza gradini, che rende naturali gli spostamenti tra le diverse aree della coperta. È una soluzione particolarmente efficace sia durante la navigazione sia quando lo yacht è fermo all’ancora.

Il pozzetto è stato studiato nei minimi dettagli. I cuscini possono estendersi sulla tuga, trasformando questa zona in un’area relax protetta, mentre i tavoli possono essere abbassati per creare due grandi superfici prendisole. Tutto contribuisce a una percezione di spazio notevole.

Anche la gestione delle manovre è stata progettata in funzione della semplicità. Winch e comandi sono tutti raggiungibili dalla postazione del timoniere, permettendo di controllare la barca senza dover attraversare continuamente il pozzetto, e la randa avvolgibile nel boma è full batten.
La plancetta di poppa abbattibile è uno degli elementi che meglio raccontano la vocazione crocieristica del Grand Soleil 60 Long Cruise. Una volta aperta con i controlli idraulici, crea un vero e proprio beach club a pelo d’acqua, rendendo estremamente semplice e naturale l’accesso al mare. È una soluzione che aumenta il comfort all’ancora e trasforma la zona di poppa in uno spazio da vivere, per fare il bagno, risalire a bordo o movimentare facilmente le attrezzature. Ma la vera sorpresa arriva osservando cosa si nasconde dietro la plancetta. L’apertura rivela infatti un garage tender di dimensioni generose, progettato per ospitare un tender di generose dimensioni. Una caratteristica importante per uno yacht destinato alle lunghe crociere, perché consente di avere a bordo un mezzo di servizio adeguato senza compromettere gli spazi esterni.

La soluzione è particolarmente riuscita anche dal punto di vista progettuale: quando il garage è chiuso, la zona di poppa mantiene linee pulite e ordinate; all’ancora, invece, plancetta e garage diventano parte di un sistema funzionale pensato per rendere più semplice la vita a bordo. Una volta abbassata, la plancetta aggiunge circa un metro alla lunghezza dello yacht all’ancora, aumentando ulteriormente la superficie disponibile verso il mare.
Gli interni: luce, spazio e una nuova idea di comfort
Accedendo agli spazi sottocoperta, il Grand Soleil 60 Long Cruise cambia nuovamente registro. Il salone semi-rialzato, insieme alle grandi finestre di carena, porta una quantità notevole di luce naturale all’interno. La sensazione è quella di trovarsi in un ambiente molto più grande rispetto a quanto suggerirebbe la classica impostazione di un cruiser oceanico.

La configurazione standard prevede tre cabine. La cucina a vista si sviluppa sulle due murate e offre spazio sufficiente anche per un frigorifero a tutta altezza. È una soluzione pensata per un utilizzo realmente crocieristico, dove la capacità di conservazione e stivaggio degli alimenti diventa un elemento fondamentale dell’autonomia. Per chi necessita di maggiore capacità ricettiva è disponibile un layout optional con quarta cabina, ottenuta sacrificando una parte dello spazio della cucina.
Come detto, la cabina armatoriale rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti del progetto. Il letto alla francese, una soluzione relativamente rara su uno yacht di queste dimensioni, è posizionato a prua e dispone di un bagno privato. A poppa trovano invece posto due cabine ospiti con bagno en suite, capaci di accogliere complessivamente fino a quattro persone. All’estrema prua è prevista la cabina equipaggio per due persone, presente in entrambe le configurazioni, una componente fondamentale per una barca di queste dimensioni in grado di soddisfare gli armatori che preferiscono uscire in mare con la crew.

Conclusioni
Il Grand Soleil 60 Long Cruise è una barca nella quale la funzione crocieristica non viene interpretata come semplice aumento degli spazi, bensì come ricerca di una qualità complessiva dell’abitare a bordo. Lo yacht convince soprattutto per la coerenza del progetto e ha dimostrato di sapersi muovere bene anche quando le condizioni in mare non erano ideali, mantenendo velocità, equilibrio e una notevole facilità di conduzione. Quando il vento è salito, il comportamento è diventato ancora più interessante e divertente: il Grand Soleil 60 Long Cruise ha accelerato con naturalezza, mantenendo un assetto equilibrato e una risposta al timone sempre precisa.
In definitiva, il progetto di Matteo Polli e Nauta Design riesce in un esercizio non semplice: realizzare un grande yacht da crociera capace di offrire prestazioni veliche, autonomia e sicurezza, senza rinunciare a un livello di comfort degno di un’imbarcazione destinata a lunghe permanenze a bordo. È una barca nata per il largo, ma non è concepita per essere spartana. Al contrario, il suo carattere convive con ambienti luminosi, volumi generosi, grande capacità di stivaggio e soluzioni pensate per rendere la vita a bordo semplice. Il Grand Soleil 60 Long Cruise non cerca l’effetto spettacolare fine a se stesso. La sua forza sta nell’equilibrio: naviga bene, è stabile, è facile da gestire e offre un livello di comfort particolarmente elevato. È proprio questa armonia tra prestazioni e abitabilità il risultato più riuscito di Cantiere del Pardo.

Dati della prova (motore)
| Giri | Nodi | Consumo (litri/ora) |
|---|---|---|
| 910 (minimo) | 3,6 | 1,7 |
| 1000 | 3,9 | 2,1 |
| 1500 | 6,2 | 5 |
| 2000 | 8,6 | 9,3 |
| 2200 | 9,1 | 13 |
| 2900 (massima) | 9,7 | 35 |
Caratteristiche tecniche Grand Soleil 60 Long Cruise
| Caratteristica | Misura |
|---|---|
| Lunghezza fuori tutto | 19,68 m |
| Lunghezza scafo | 18,30 m |
| Baglio massimo | 5,80 m |
| Pescaggio | 2,80 m |
| Dislocamento | 27 t |
| Motori | 175 hp standard |
| Serbatoio acqua | 1.000 l |
| Serbatoio carburante | 1.140 l |
| Posti letto | 6/9 |
| Superficie gennaker (Performance) | 170 m² |
Fonti e risorse utilizzati nell’articolo
| Fonte | Descrizione e contenuti forniti |
|---|---|
| Grand Soleil, sito del produttore | Dati tecnici dell’imbarcazione. |
| Luca D’Ambrosio, Alessandro Giuzio | Rilievi, impressioni di navigazione, prova in mare e rilevamenti tecnici dei giornalisti specializzati di Yacht Digest. |
Grand Soleil 60 Long Cruise – FAQ
Quali sono le dimensioni del Grand Soleil 60 Long Cruise?
Il Grand Soleil 60 Long Cruise misura 19,68 metri fuori tutto, con una lunghezza dello scafo di 18,30 metri e un baglio massimo di 5,80 metri.
Chi ha progettato il Grand Soleil 60 Long Cruise?
L'architettura navale è stata affidata a Matteo Polli, mentre Nauta Design ha curato gli esterni, la coperta, gli interni e i piani generali.
Quante persone può ospitare il Grand Soleil 60 Long Cruise?
La configurazione dello yacht prevede da 6 a 9 posti letto. La versione standard dispone di tre cabine, mentre è disponibile anche un layout con quattro cabine.
Qual è la capacità dei serbatoi del Grand Soleil 60 Long Cruise?
Lo yacht dispone di un serbatoio carburante da 1.140 litri e di un serbatoio dell'acqua da 1.000 litri, capacità pensate per supportare la vocazione bluewater del modello.



