Dieci titoli mondiali in undici anni tra IRC e ORC sono un risultato senza precedenti nel panorama contemporaneo del design nautico. Un primato che porta la firma di Matteo Polli, progettista capace di trasformare ogni nuova carena in un riferimento tecnico e sportivo, avendo costruito negli anni una straordinaria sequenza di successi internazionali. In questa video-intervista esclusiva realizzata da The International Yachting Media a bordo del Grand Soleil 72 nella cornice di Porto Cervo, Polli ripercorre le tappe principali della sua carriera, dagli esordi con l’M37 nel 2006 fino ai recenti trionfi del Grand Soleil 44 e del nuovissimo M.A.T. 11, vincitore del mondiale ORC 2026 al debutto assoluto.
L’intervista a Matteo Polli affronta i temi centrali del suo lavoro: il rapporto tra prestazioni e abitabilità, il metodo progettuale sviluppato insieme a Nauta Design, la lunga collaborazione con Franco Corazza e la visione sul futuro della vela. Ne emerge il ritratto di un designer rigoroso e profondamente tecnico, nonché capace di leggere con lucidità le trasformazioni della nautica contemporanea.
Dall’M37 all’Italia Yachts 998: l’inizio di una carriera vincente
Il percorso di Matteo Polli parte dal 2006, anno in cui nasce l’M37. Il progetto, sviluppato insieme a Maurizio Cossutti, è il punto di origine di un percorso destinato a cambiare il panorama della vela d’altura internazionale. Da quell’esperienza nasce il legame con un armatore che in seguito gli affida il progetto destinato a segnare la prima grande svolta della sua carriera: l’Italia Yachts 998. “Mi ha chiesto di disegnare l’imbarcazione con cui ho vinto il primo mondiale nel 2015”, racconta Polli nell’intervista.
È il primo tassello di una serie impressionante: il successivo progetto Italia Yachts 11.98 conferma la validità dell’approccio progettuale di Polli, vincendo il mondiale alla sua prima partecipazione e dando al designer una solida reputazione internazionale. “Anche lì abbiamo vinto sia il primo mondiale che la barca ha disputato, poi un altro mondiale e un altro argento l’anno successivo”, sottolinea Polli. Tuttavia il dato più impressionante non è il numero di titoli conquistati, bensì la continuità dei risultati. In un settore in cui i regolamenti evolvono rapidamente e la competitività si gioca su dettagli infinitesimali, riuscire a mantenere una leadership tecnica per oltre un decennio rappresenta un risultato raro.
Grand Soleil 44: la conferma di un dominio tecnico
L’approdo alla collaborazione con Grand Soleil Yachts segna un’ulteriore evoluzione. Il Grand Soleil 44 è una barca che riesce immediatamente a imporsi nei principali circuiti internazionali ORC. “Anche questa barca ha vinto il primo mondiale che ha disputato e poi ne ha vinti altri tre”, racconta Matteo Polli.
Il Grand Soleil 44 sintetizza una delle qualità più riconoscibili di questo straordinario progettista italiano, ovvero la capacità di coniugare prestazioni agonistiche elevate con volumi e comfort destinati anche alla crociera evoluta. Una filosofia che negli ultimi anni è diventata centrale nel mercato della vela performance cruiser.
Il successo più recente porta invece il nome di M.A.T. 11, progetto sviluppato per il cantiere M.A.T. Yachts: “Quest’anno ha vinto il suo primo mondiale all’esordio”, dice il nostro intervistato. Una frase pronunciata con apparente semplicità, ma che racconta l’immensa capacità di Polli di interpretare i regolamenti ORC con un livello di precisione oggi difficilmente eguagliabile.
Il metodo progettuale di Matteo Polli con Nauta Design
Nel corso dell’intervista emerge con chiarezza quanto il lavoro del progettista non sia mai il risultato di un’intuizione individuale isolata, ma piuttosto la sintesi di un confronto continuo tra competenze differenti. In questo senso, il rapporto con Nauta Design rappresenta uno degli aspetti più interessanti del metodo Polli. “Con Nauta è un rapporto molto costruttivo”, spiega il designer. “Siamo entrambi molto esigenti e non lasciamo quasi niente al caso”.
Quello di Polli è un processo progettuale fatto di continui aggiustamenti e verifiche, in cui ogni elemento viene analizzato in funzione dell’equilibrio complessivo della barca. “Combattiamo sugli spazi di continuo, sul posizionamento dei vari elementi, tipo l’albero e la chiglia”, racconta.
Ma l’aspetto più interessante riguarda il modo in cui le performance e l’abitabilità vengono integrate fin dalle prime fasi del progetto. “Tutto inizia sempre dalla carena”, precisa Polli, sottolineando come la prima fase del suo lavoro riguardi sempre la definizione delle linee d’acqua e dei parametri fondamentali della barca.
Successivamente entra in gioco il confronto con il team di Nauta Design, che valuta l’impatto delle scelte tecniche sulla distribuzione degli interni e sull’esperienza di bordo.
È un equilibrio complesso, soprattutto nel segmento delle barche performance cruiser, dove gli armatori chiedono contemporaneamente velocità, comfort, grandi spazi e facilità di utilizzo. “Cerchiamo sempre di fare delle barche che navighino bene, che abbiano le prestazioni che l’armatore si aspetta e che possano anche vincere le regate”, sintetizza Polli.
Franco Corazza e la nascita della linea Plus di Grand Soleil
Un altro capitolo centrale riguarda il rapporto professionale di Matteo Polli con Franco Corazza, figura storica della nautica italiana e oggi project manager della linea Plus di Grand Soleil. Polli ne parla con grande rispetto, riconoscendogli un ruolo fondamentale nella propria crescita professionale: “È un’altra persona che mi ha fatto crescere molto nel mondo lavorativo”. I due si conoscono dal 2006, quando regatavano insieme, ma la collaborazione professionale prende forma concretamente nel 2011 con Italia Yachts.
Nelle parole di Polli emerge il ritratto di un manager estremamente rigoroso, dotato di una rara capacità di interpretare il mercato: “Corazza è un visionario, ha visto degli spazi nel mercato che con Italia Yachts siamo andati a riempire”. La forza della collaborazione tra i due deriva soprattutto dalla complementarità delle competenze: “Quello che magari mancava a lui dal punto di vista tecnico progettuale, ho cercato di metterlo io. Ho imparato un sacco di cose da lui”.
Quella tra Polli e Corazza è una relazione professionale che ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo di alcuni dei progetti più significativi della nautica italiana contemporanea, culminando nella linea Plus di Grand Soleil e nel più recente Grand Soleil 80.
Grand Soleil 80: comfort, personalizzazione e performance
Parlando della nuova ammiraglia del cantiere, Polli offre uno spaccato particolarmente interessante delle difficoltà progettuali legate alle grandi imbarcazioni da crociera veloce. “Cerchiamo sempre di fare una barca che navighi bene in qualsiasi condizione”, afferma. Nel caso del Grand Soleil 80, la sfida principale consiste nel garantire prestazioni elevate mantenendo al tempo stesso una forte possibilità di personalizzazione per gli armatori. Questo comporta una complessità tecnica notevole: “Devo sviluppare una carena che funzioni bene in tutte queste possibili configurazioni”. Cambiano i layout interni, cambiano i pesi, cambiano gli equilibri generali dello yacht. Il progettista deve quindi creare una piattaforma capace di mantenere coerenza dinamica in scenari molto differenti tra loro.
Il futuro della vela secondo Matteo Polli

Per quanto riguarda la crociera, la sua posizione è più cauta: “Non credo che vedremo le barche da crociera alzarsi sull’acqua e fare 30 nodi mentre la famiglia a bordo pranza sotto un bimini”. Una frase che fotografa perfettamente il divario ancora esistente tra spettacolarizzazione tecnologica e reale utilizzo da parte dei comuni armatori. Piuttosto, secondo Polli l’evoluzione più probabile riguarderà l’integrazione di superfici portanti capaci di migliorare efficienza e stabilità senza trasformare radicalmente la natura degli yacht da crociera. Una visione coerente con la sua filosofia progettuale: innovazione concreta, funzionale e mai fine a se stessa.
La passione per la vela oltre il lavoro
Alla fine dell’intervista emerge anche il lato più personale del progettista. Alla domanda su cosa gli piacerebbe disegnare oltre alle barche a vela, Polli indica con interesse crescente il mondo dei catamarani perché, spiega, “credo ci sia ancora molta evoluzione da fare”. Il suo intuito si concentra soprattutto sulla possibilità di creare catamarani più divertenti e performanti, senza rinunciare al comfort: “Metterci un po’ di stile italiano nel design per fare qualcosa di ancora più interessante”.
Anche fuori dal lavoro, la vela resta centrale nella vita di Polli, seppure vissuta in modo diverso rispetto all’attività professionale. Il designer racconta infatti di navigare appena possibile sul proprio Musto Skiff, una deriva acrobatica ad alte prestazioni, ma cita anche la passione per lo sci, la mountain bike e la corsa. Ne emerge il ritratto di un progettista profondamente legato alla dimensione dinamica dello sport e del movimento, elementi che probabilmente contribuiscono anche alla sensibilità con cui interpreta il comportamento delle proprie barche in acqua.
Conclusioni
L’intervista restituisce un’immagine completa di Matteo Polli: non soltanto il designer che ha conquistato dieci titoli mondiali in undici anni, ma soprattutto un professionista capace di combinare cultura tecnica, visione progettuale e capacità di ascolto del mercato. Un equilibrio raro, che oggi lo colloca stabilmente tra le figure più influenti della vela internazionale contemporanea.
Matteo Polli – FAQ
Chi è Matteo Polli?
Matteo Polli è uno Yacht Designer specializzato nel disegno delle linee di carena per le barche a vela. È nato a Gorizia nel 1980 e fin da piccolo ha cominciato a competere nelle regate con i laser.
Si è diplomato all'Istituto Nautico di Trieste in architettura Navale e successivamente si è laureato con laude alla Southampton Solent University in Yacht and Powercraft Design.
Ha iniziato la sua pratica nel celeberrimo Starkel Design Studio per poi iniziare la sua brillante carriera professionale che lo ha portato oggi a disegnare le carene dei meravigliosi Grand Soleil .
Quanti titoli mondiali ha vinto Matteo Polli?
Matteo Polli ha conquistato 10 titoli mondiali in 11 anni nei campionati IRC e ORC, un risultato unico nel panorama contemporaneo dello yacht design.
Qual è stata la prima barca vincente progettata da Matteo Polli?
Uno dei primi progetti di grande successo è stato l’Italia Yachts 998, con cui Polli ha conquistato il suo primo titolo mondiale nel 2015.
Secondo Matteo Polli i foil saranno il futuro della vela?
Secondo Polli, i foil resteranno prevalentemente legati al mondo delle regate e delle barche leggere ad alte prestazioni. Nella crociera, invece, si assisterà più probabilmente a un’evoluzione graduale degli scafi dislocanti e delle superfici portanti.
Quanti Titoli mondiali ha vinto Il Grand Soleil 44 disegnato da Matteo Polli?
Il Grand Soleil 44 disegnato da Matteo Polli ha vinto ben 4 titoli mondiali, il primo proprio al suo esordio.
Fonti e riferimenti
Le informazioni contenute in questo articolo provengono dalle seguenti fonti ufficiali:
Video: video realizzato da The International Yachting Media e pubblicato sul suo canale YouTube ufficiale
Intervista: realizzata dal giornalista specializzato Luca D’Ambrosio
Dati storici e notizie: informazioni fornite direttamente da Matteo Polli, lo yacht designer intervistato
Imbarcazione e location: l’intervista è stata realizzata a bordo di Grand Soleil 72, gentilmente messa a disposizione dal cantiere, mentre era ormeggiata a Porto Cervo, nell’ambito della manifestazione Grand Soleil Cup.





