Domenica scorsa in Bacino San Marco a Venezia, 38 associazioni remiere hanno organizzato una regata per manifestare contro il moto ondoso, ormai divenuto un fenomeno fuori controllo.
Nelle acque della Serenissima sono decine le imbarcazioni che navigano abitualmente nei canali cittadini senza tenere conto della fragile struttura della laguna. Il passaggio delle barche a motore troppo grosse o troppo veloci, infatti, mette a rischio le rive della città e le fondamenta degli edifici, proprio a causa delle grosse onde che vengono a formarsi.
Il moto ondoso: cosa succede

Le associazioni, i manifestanti e gli abitanti di Venezia chiedono chiarezza e un pronto intervento da parte dell’amministrazione comunale, attraverso nuove regolamentazioni per le imbarcazioni, per i motori, e di imporre nuovi limiti relativi all’inquinamento, incentivando una mobilità sostenibile.
Preservare Venezia
Il moto ondoso a Venezia è un annoso problema che si ripresenta ciclicamente, e che non ha ancora visto l’intervento delle istituzioni pubbliche.“Noi siamo qua perché Venezia sta andando a fondo”, racconta un manifestante. “A fondo per colpa del moto ondoso, delle onde, che non è regolamentato da nulla.”. La protesta si è svolta nel pieno rispetto della quiete pubblica, e non sono stati registrati incidenti di alcun tipo.
Le associazioni che hanno promosso la manifestazione denunciano la totale assenza di supporto delle istituzioni che, mentre nelle città afflitte dall’inquinamento si adoperano per emanare leggi e modificare regolamenti, a Venezia rimangono inoperose. “L’amministrazione comunale attuale, ma anche le precedenti, non hanno mai agito in modo da combattere questo fenomeno”, racconta un manifestante intervistato durante la regata di protesta. “Noi invece pensiamo debba essere aggredito in maniera seria, anche magari a discapito di categorie che sull’acqua ci lavorano, ma la salvaguardia di Venezia deve venire prima di tutto, prima del business e degli affari, di chiunque usi la città per fare soldi.”



