Il Tar Sardegna ha sospeso il divieto di sosta notturna in rada per le imbarcazioni che ormeggiano a La Maddalena. La notizia è di ieri, ma attenzione: la decisione dei giudici ha fatto tornare in vigore una precedente ordinanza del 2007, che prevedeva lo stesso divieto ma semplicemente aveva sanzioni molto meno salate.
La decisione di proibire la sosta notturna alle barche e inasprire le sanzioni era stata presa il 6 agosto dello scorso anno. L’ente Parco di La Maddalena aveva emanato un’ordinanza con alcune misure di tutela ambientale, che prevedeva, tra le altre cose, il divieto alla rada notturna per gli armatori. Questa era permessa solo ai residenti a La Maddalena e alle società con sede legale a La Maddalena da almeno cinque anni ed esclusivamente alle boe collocate dall’ente parco. Per tutti i visitatori provenienti da fuori, invece, era scattato il divieto, in vigore anche quest’anno.
Immediate erano scattate le proteste. La sosta notturna in rada è infatti sempre stata una pratica molto amata dagli armatori che visitano la bellissima località costiera sarda, e non si comprendevano quali fossero le ragioni ambientali di proibirla in modo parziale, ovvero solo di notte e non di giorno. In particolare, l’associazione Operatori nautici Nordest Sardegna aveva presentato un ricorso al Tar, al quale si era unito il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda. Essendo la località di fronte a La Maddalena, da lì arrivavano molte barche alle quali era stato proibito l’ancoraggio notturno.
I giudici amministrativi si sono espressi ieri, sospendendo in via cautelativa l’ordinanza del Parco di La Maddalena. Tuttavia, si tratta solo di una misura temporanea: il Tar ha infatti fissato l’udienza di merito al 15 gennaio e solo allora si potrà sapere se le toghe riterranno legittimo o meno il divieto di sosta notturna in rada. Se i giudici lo riterranno illegittimo, annulleranno definitivamente il provvedimento; altrimenti tornerà in vigore dal prossimo anno.
Claudio Denzi, presidente dell’associazione degli Operatori del Nordest Sardegna, tira un sospiro di sollievo e commenta positivamente la decisione del Tar. Questo il commento rilasciato alla testata La Nuova Sardegna: «Ha vinto la legge. Il Tar ha riconosciuto le nostre ragioni, reagendo al solito sopruso congegnato per favorire gli operatori residenti. Nel nostro ricorso nulla è stato eccepito sul disposto ambientale o l’inasprimento delle sanzioni, ma quale danno al fondale infliggono le ancore notturne a fronte delle migliaia autorizzate nelle ore diurne? E soprattutto, che differenza c’è tra un’ancora “isolana” e una “costiera”? Speriamo che l’Ente Parco sia finalmente libero da condizionamenti, per stabilire serenamente vere norme di rispetto che tutelino l’ambiente e il lavoro degli operatori regolari. Su queste basi diamo totale collaborazione». L’associazione ha anche avanzato alcune proposte alternative, come per esempio il divieto di sbarco sulle spiagge e una carbon tax sui kilowatt dei motori termici
Il direttore del Parco di La Maddalena Giulio Plastina, invece, ricorda che «con la sospensione dell’ordinanza del 6 agosto torna in vigore la numero 3 del luglio del 2007. Di diverso, tra le due, c’è solo un appesantimento delle sanzioni, che in quella del 2024 è decuplicato. La possibilità di ancoraggio dopo le 22 era comunque riservata solo ai residenti, eppure quell’ordinanza non è stata mai impugnata». In definitiva, la vicenda è molto intricata e non è ancora stata detta l’ultima parola.




